Il Giornale dell'Académie
La grande Broadway
in un “piccolo” teatro
BITRITT0,25 gennaio 2003-L’euforia non mancava per la mia prima visione di uno spettacolo di veri artisti. Infatti quella sera si sarebbe esibito al Palatour Perla, teatro tenda geodetico stabile di Bitritto, il “Quartetto G” formato da Antonello Angiolillo, Sabrina Marciano, Fabrizio Paganini e Laura Rocco, in uno spettacolo dal titolo “Tutto fa... Brodway. Dal musical alla commedia musicale”. Sarebbe stato tutto perfetto se non ci fosse stata una fittissima pioggia, che impediva la visuale dell’interminabile strada e faceva pensare ad un rinvio della messa in scena. Questa possibilità divenne più reale quando, appena arrivati, trovammo il teatro chiuso e le luci spente. Tutta quella strada per nulla? Non potevo credere ai miei occhi quando vidi che il cancello si stava aprendo e le luci erano accese. La pioggia non ci aveva fermati: stavamo entrando nel tendone. Dopo l’avviso di spegnere i cellulari, per evitare l’interferenza con le casse, e quello di fare silenzio, le luci si accesero ed apparvero i quattro protagonisti,facendo credere al pubblico di essere ancora dietro le quinte. Lo spettacolo aveva inizio. I quattro protagonisti si alternavano sulla scena interpretando i ruoli più svariati delle migliori commedie musicali mai rappresentate come: “Un mandarino per Teo”, “Il trapezio di Lisistrata”, “Hello Dolly”, il “Rugantino”, ecc. Ad ogni scena indossavano un costume più colorato e sfarzoso del precedente, sorprendendo sempre di più il pubblico e facendo divertire spontaneamente, senza forzature. L’allegria e la vivacità presiedevano in me, mentre osservavo ogni movimento e costume. Utilizzavano anche oggetti per far capire meglio al pubblico la scena rappresentata. E non solo; le loro voci erano armoniose e squillanti in base alle musiche da cantare, che erano quelle di: Trovajoli, Kramer, Ferrio, Gershwin, Porter, Platters, Ritchie e Bee Gees. Inoltre danzavano armonicamente, soprattutto Paganini, sulle tecniche e particolarissime coreografie di: G. Landi, A. De La Roche, A. Paganini e Don Lurio. Anche i passi a due erano perfettamente realizzati. Vi erano anche pezzi recitati tra una musica e l’altra, affrontati allo stesso modo stimabile delle coreografie e delle canzoni dai quattro ragazzi. Alla fine il colpo di scena: la loro mascotte, un cane, salì sul palco, portando con sé un messaggio: divulgare la notizia dello spettacolo, se quest’ultimo fosse piaciuto al pubblico. Nel caso eccezionale in cui questo non fosse accaduto, il pubblico non avrebbe dovuto dire a nessuno del varietà. Anche io avrei voluto essere sul palco ad interpretare quei musical e spero che un giorno questo mio sogno possa realizzarsi. Erano quattro star in uno sfavillio di luci e colori, che hanno fatto aumentare in me l’amore per il teatro, ma soprattutto per la danza, passione che ho scoperto da relativamente poco, e che continuerò a coltivare per migliorare sempre di più poiché danzare mi piace veramente tanto. Questo grazie ai due miei meravigliosi insegnanti Elena Di Cuonzo e Paolo Quirino.
Elisabetta Ciavarella.
"L'Armata
Rossa"
Angeli in volo
Lo spettacolo dell'Armata Rossa si è tenuto al teatro "Palatour" di Bitritto (Ba) mercoledì 22 gennaio 2003. L'armata Rossa è una compagnia militare folcloristica composta in parte da ex-militari dell'esercito russo. Lo spettacolo inizia con un suggestivo balletto in cui i componenti entrano in scena marciando e indossano le uniformi originali. Di li a poco viene abbandonata l'alienazione della personalità di ogni ballerino e ognuno di loro mostra le proprie capacità. Come presentazione è originale e coinvolgente e annuncia la particolarità dello spettacolo offerto. Tutti gli spettatori si meravigliano nel trovarsi di fronte un presentatore che esordisce parlando in madrelingua !!! Il fatto si risolve simpaticamente quando l'uomo inizia a parlare italiano rivelando lo scherzetto. Intratterrà il pubblico spiegando la storia di ogni balletto e presentando altri artisti che si alterneranno ai ballerini. Non solo danza quindi, ma trascinanti melodie suonate con la balalaica, senza contare le dolci romanze cantate dal tenore. I balletti rappresentano la tradizione popolare di diversi paesi dell'est oltre alla Russia. I danzatori dimostrano di avere capacità fisiche di agilità e resistenza non comuni oltre ad una solida base classica. Eseguono coreografie belle e complesse, costellate da tipici passi russi. Personalmente mi ha colpito molto la prima ballerina, capace di eseguire numerose pirouettes di fila, e gli uomini, autori di grand jeté alla seconda che sembrano voli. Un tale gioco di volteggi, canti, acrobazie e melodie tra una canzone e l'altra impreziosisce e allarga gli orizzonti di coloro che si apprestano a seguirlo.
Mariantonietta Dattolo
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